Lana d’Alpaca


Vagando tra le bancarelle di una fiera in una delle splendide cittadine della nostra amata Italia in cerca di qualcosa di nuovo oltre alle solite scopette, tritatutto e abbigliamento d’occasione, mi sono imbattuto, finalmente, in qualcosa di veramente diverso da ciò cui sono e siamo abituati a vedere da troppo tempo. Con lo sguardo annoiato passeggiavo svogliatamente da una viuzza all’altra attratto esclusivamente dalla bellezza dei borghi cittadini popolati per l’occasione da commercianti indaffarati nell’offrire le proprie mercanzie ad un pubblico distratto e stanco come me delle solite cose. Poi, una macchia di colore tra le bancarelle ha attirato la mia attenzione. Mi sono avvicinato, incuriosito per la prima volta dopo tanto tempo. Ho dovuto farmi largo tra un folla di gente che, avida di novità al mio pari, circondava la bancarella creando un muro quasi invalicabile. Finalmente, raggiunta la postazione in prima fila, ho visto cosa mi aveva attratto. Abbigliamento. Quei due strani soggetti dall’altra sponda del banco, una giovane donna con la testa piena di treccine  ed uomo con occhialini rotondi somigliante a John Lennon se fosse invecchiato,  chiacchieravano allegramente mostrando la propria mercanzia, un maglione , un vestito e quant’altro avevano esposto, alla gente incuriosita rispondendo alle domande di quel pubblico assetato di novità. Tra le mille domande, che sfioravano veloci le mie orecchie, quella che per prima mi ha colpito è stata: – Alpaca?  Ma che lana è? –

Mi sono chiesto come fosse possibile che tanta gente non conoscesse l’alpaca. Cosa immaginiamo che sia la lana d’alpaca? È semplicemente la lana di un animale così chiamato: Alpaca.

Spesso confuso con il fratello più grosso e più noto il lama, l’alpaca gli assomiglia terribilmente, ma ha un pelo assai più folto e corposo la cui morbidezza nei capi esposti in quella bancarella ha colto di sorpresa perfino me che, da sempre, sono interessato a prodotti di abbigliamento in fibre naturali.

Una lana pregiata utilizzata in un primo tempo per la lavorazione di poncho e coperte. Col passare degli anni si è passati da una rudimentale produzione di questi capi ad una più raffinata degli stessi che si è evoluta successivamente nella produzione di maglioni estremamente caldi ma leggeri poiché questa lana ha una proprietà termica veramente unica.

Tuttavia, il mio stupore nel vedere questa bancarella è stato provocato dall’infinità di tipi di abbigliamento cui era stata destinata. Gonne in lana corte e lunghe, abiti in maglia eleganti e spiritosi, un’infinità di cappelli, sciarpe e scialli sapientemente lavorati sia ai  ferri che all’uncinetto. Per non parlare delle borse e dei guanti di lana dai disegni etnici caldi e variopinti.

Ho avuto occasione una sola volta sino ad ora di trovarmi a tu per tu con una di queste grosse pecore dal collo lungo che tuttora vivono a stretto contatto con l’uomo. Ovviamente è stato durante il mio viaggio in Perù. Incontro interessante che mi ha costretto ad indietreggiare velocemente. Mi stavo avvicinando all’animale tenuto tranquillamente alla corda, come fosse un cane, da un bambino che era alto la metà del suo compagno, quando dalle narici dilatate dell’alpaca è uscita una pioggia di saliva vaporizzata. Volendo allontanarmi, si difendeva sputandomi addosso ed innaffiando me e tutto ciò che mi circondava con quel fetido impasto. Ovvio che non ho toccato il suo pelo, mi sono allontanato in fretta e non ho più provato ad avvicinare quei teneri animaletti dall’apparenza innocua ma per niente remissivi.

Dopo avervi quindi parlato dell’animale e della mia esperienza, sono certo che non commetterete il mio stesso errore. Vi consiglio comunque di non perdervi l’occasione di visitare il sito di questa ditta LaMamita i cui prodotti ho ammirato alla bancarella in questione.

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