La figura dell’imprenditore


L’imprenditore è colui che, solitamente, riesce sempre a guardare più avanti degli altri, ha una mentalità più aperta per capire cosa serve per migliorare e cosa può essere utile in un dato momento per l’impresa.

Imprenditori, in un certo senso, si nasce, ma questo non basta per avere successo, perché se è vero che l’intuito commerciale è molto spesso innato nelle persone, l’esperienza e le conoscenze devono essere acquisite con l’attività e con lo studio. Non ci si può improvvisare imprenditori quando non si ha coscienza di come funzioni un mercato e di quali siano le logiche che lo muovono.

Un uomo o una donna, solitamente, diventano imprenditori con un’idea imprenditoriale, uno spunto che permetta di realizzare un’attività commerciale volta alla produzione o alla distribuzione di beni e di servizi, vedasi il caso del noto imprenditore Cesare Pambianchi che si è affermato in diversi settori sempre con grandissimo successo; ovviamente, alla base, deve esserci un lampo creativo, una soluzione da cui cominciare un business che generi un lucro.

Ma affinché un’idea diventi di successo e non si dissolva come una bolla di sapone occorre sapere come metterla in atto, quali sono le modalità per farla funzionare ma occorre anche avere un’ottima capacità di analisi per valutare se possa essere messa in atto o, se invece, non sia negli effetti così valida come poteva sembrarlo in astratto.

Se per avere l’idea vincente il più delle volte è richiesto l’intuito e il fiuto che, purtroppo, non possono essere imparati, per far funzionare il tutto è necessario studiare; le scuole di management sono tantissime e sono volte a sviluppare le capacità e a tirare fuori le attitudini imprenditoriali, fornendo gli strumenti di analisi che, una volta acquisiti, distinguono un imprenditore improvvisato da un imprenditore di successo.

Chi nasce con la ‘vocazione’ imprenditoriale è solitamente spinto da una forte motivazione di successo personale e non dall’obiettivo ultimo di raggiungere la ricchezza economica, anzi, per queste persone il denaro è lo strumento e non il fine per realizzare l’idea che, solitamente, nasce spontanea. Questi imprenditori hanno sempre avuto una sola idea da perseguire e cercano di portarla avanti fino alla fine sapendo che è quella giusta e anche questo significa nascere con l’attitudine imprenditoriale; chi, invece, sceglie di diventare imprenditore al mero scopo di ottenere un guadagno, solitamente non ha un’idea precisa da sviluppare, ma ci impiega del tempo per trovare quella che potrebbe funzionare e far guadagnare più soldi.

La differenza tra queste due figure che, semplificate all’estremo, sono quelle che configurano maggiormente la categoria degli imprenditori, è che il primo, una volta acquisiti gli strumenti, sarà facilitato nel raggiungere il successo c on la sua impresa mentre il secondo, non avendo l’attitudine e una motivazione imprenditoriale, dovrà faticare di più anche avendo acquisito gli strumenti necessari per esercitare l’attività.

Detto ciò, hanno entrambi le stese possibilità di raggiungere il loro obiettivo e di avere successo, ma anche di fallire, solo che chi nasce con un dono, qualunque esso sia, troverà certamente più facile percorrere quella determinata strada rispetto a chi deve invece acquisire tutti gli strumenti e non può contare sull’intuito ma solo sulle capacità di analisi.

Concludendo, se da un lato è vero che c0è chi imprenditore lo nasce e mostra le sue attitudini fin da piccolo, è anche vero che c’è chi lo diventa con tanta forza di volontà, studiando e faticando il doppio sui libri teorici e prendendo porte in faccia nella vita reale, ma nessuno nasce imprenditore perfetto, senza aver acquisito le basi della professione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *