L’obbligo di stipula assicurazione professionisti


Quadro normativo

L’assicurazione obbligatoria per gli avvocati prende il via dal DPR 177 del 2012 che a sua volta attua il decreto legge 138 del 2011 convertito in legge 148 del 2011. La legge in questione prevede che coloro che sono iscritti in un ordine professionale devono provvedere alla stipula di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile ovvero per i danni arrecati a terzi nell’esercizio della professione.

Tale normativa è entrata in vigore nell’agosto del 2013, ma agli avvocati non si applica in quanto susseguita da una legge specifica per il settore forense, ovvero la legge 247 del 2012 ( in particolar modo l’articolo 12) che prevale, secondo la normativa sulle fonti, in quanto lex specialis e come tale derogatrice delle legge generale. In particolare rispetto alla data dell’agosto 2013 gli avvocati hanno potuto usufruire della deroga di un anno.

Legge 247 del 2012 (Nuova Disciplina dell’ordinamento della professione forense)

La legge in oggetto prevede che anche gli avvocati siano assoggettati all’obbligo di assicurazione civile per i danni cagionati a terzi, ma prevede anche che la disciplina di tale assicurazione debba essere delineata con decreto del Ministro di Grazia e Giustizia in seguito a consultazione con il Consiglio Nazionale Forense (CNF). Da tale decreto devono emergere le norme di dettaglio tese a chiarire le condizioni minime essenziali da rispettare, la forma, la possibilità di stipulare contratti di assicurazione collettivi o individuali, massimali da garantire. La normativa inoltre deve essere sottoposta a revisione ogni 5 anni.

La legge 247 del 2012 specifica che devono essere applicati due tipi di assicurazione, una volta a tutelare i terzi danneggiati dall’attività del professionista e quindi i clienti e un’ipotesi può essere il mancato compimento di atti o il ritardo nel deposito di documenti. La seconda tipologia è rappresentata dalla copertura assicurativa per gli infortuni al fine di tutelare se stessi, i dipendenti, i praticanti e i collaboratori, anche esterni allo studio legale, che durante l’attività lavorativa dovessero incorrere in infortunio.

Gli estremi delle polizze devono essere resi noti oltre che all’ordine forense anche ai clienti.

Trattative CNF e Ministero Grazia e Giustizia.

Al fine di procedere al delineamento delle norme di dettaglio richieste dalla Legge 247 del 2012, il CNF, dopo avere espletato una gara ad evidenza pubblica per selezionare un broker assicurativo che potesse coadiuvare il Consiglio stesso nello stabilire proposte, ha individuato tre possibilità ovvero:

– una polizza collettiva, attraverso la stessa, dietro un compenso minimo per ogni professionista che è stato calcolato in circa 70 euro, provvede a coprire tutti gli iscritti all’ordine professionale, verrebbe in questo modo creato un fondo con contribuzione di tutti gli iscritti.

– Sottoscrizione da parte del CNF di uno schema tipo a cui devono aderire gli ordini territoriali, anche qui si tratterebbe di un’assicurazione collettiva e non di un’assicurazione del singolo professionista, ma in questo caso la gestione della polizza sarebbe di tipo territoriale e non nazionale con maggiore facilità di riscossione.

– Infine la terza strada che il CNF propone al Ministro di Grazia e Giustizia è una convenzione tra assicurazione e CNF a cui poi devono aderire individualmente i singoli professionisti. In questo caso il professionista potrebbe scegliere di aderire alla convenzione tipo o di stipulare autonomamente un contratto assicurativo.

L’avvocato sprovvisto di copertura assicurativa obbligatoria incorre in illecito disciplinare.

 

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